presentazionelibro

Il selvaggio del Lagorai

“Sono un selvaggio. L’ho sempre saputo. Fin da ragazzo amavo più la compagnia della natura che quella umana. Scrutavo ogni cosa, conoscevo ogni pianta, ogni segno di vita era per me oggetto d’interesse. Mi piaceva da morire la campagna: era la mia vera casa. E intanto puntavo lo sguardo sul profilo delle montagne che esercitavano su di me un’irresistibile attrazione, ma che a quel tempo non potevo raggiungere. Molto dopo arrivò quel magico momento e da allora le montagne sono diventate parte della mia vita.”

Inizia così questo libro di memorie ed esperienze, che parla di natura, di ambiente da vivere e da rispettare perché noi ne siamo parte e la natura è un dono da conservare.
Nel suo raccontare, il libro alterna realtà e fantasia, sogni e visioni, non trascurando di descrivere dettagliatamente alcune escursioni dolomitiche e viaggi en plein-air. Ogni sagoma rocciosa, ogni anfratto, ogni fiore, ogni passo, ogni incontro fantastico (con il cervo Pascolino, il fiume Chiacchierino, l’orso Miele, la marmotta Timidina, l’albero Frondoso, Path l’ominide) ricorda a Nick il suo passato, proiettando riflessioni che tendono a migliorare il futuro e la vivibilità sul suo trascurato pianeta.

Il nuovo libro di Mariano Berti sarà disponibile in libreria o in formato e-book sullo store digitale di Amazon e Google Play

Bianchin (“Simonéto”)

bianchin01Bianchin, tipico cognome Veneto, è un derivato dei diffusissimi Bianchi, Bianco e Del Bianco. Si accompagna a Bianchini, Bianchet, Biancat e Biancato, pure veneti e friulani. Derivano tutti dal vocabolo bianco, usato come nome o come soprannome probabilmente per indicare una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione oppure una peculiarità ambientale o un toponimo, o una zona, ecc. Bianchi, Bianchini e Bianco sono capillarmente diffusi in tutte le regioni italiane. Nel territorio del Comune di Paese (Treviso-Italia) ci sono varie famiglie Bianchin, ma la più nota e diramata è sicuramente quella dei “Simonéti”. In Merlengo e in Castagnole c’erano già nel secolo XIX anche i Bianchin detti “Mancio” e altri “Mustàcia”: il 30 Maggio 1881 si sposava in Castagnole “Bianchin detta Mancio Domenica Anna, dei viventi Giovanni e Maria Pavan detta Guolo, nata a Merlengo il 5 luglio 1851, con Bucciol Luigi (1847) da Postioma, vedovo di Anna Minotto morta nel 1877. Testimoni furono Luigi Genovese, villico possidente di Castagnole e Mattarucco Angelo, nunzio di chiesa”. Nel tempo i Bianchin si sono diffusi anche nelle Americhe del Nord, Canada e U.S.A. in particolare, isole Hawai comprese. Ne è un esempio Virginio Domenico (1897), figlio di Candido Bianchin e Giovanna Badesso, il quale, partito da Postioma, emigrò negli U.S.A. agli inizi del secolo scorso, coniugandosi a New York il 17 maggio 1921 con la compaesana Candida Vettori, figlia di Carlo. In Postioma risiedevano altre coppie Bianchin, ma non figurano come “Simoneti”. C’era quella di Osvaldo e Anna Zanatta da Merlengo. Rimasto vedovo, Osvaldo si unì in seconde nozze con Giuseppina Urio. Dalla prima moglie aveva avuto Giovanni Maria Arcangelo (1879); dalla seconda Anna Maria (1884) e Maria (1887), ma probabilmente ne ebbero altri. C’era poi il nucleo di Giovanni e Luigia Zanatta, genitori di tre figli: Amelia Teresa (1894) che si congiunse a Guido Mondraro, a Bannio, nel 1932; Ettore Gaetano (1897), marito di Luigia Zanatta, omonima della suocera, da S. Bona in Treviso, con la quale era salito all’altare nel 1923; quindi Maria Emma (1900). Un’altra coppia dei Bianchin di Postioma era costituita dai coniugi Luigi e Virginia Spironello. Loro figlia era Stella Assunta (1909), che andò in sposa a Giuseppe Durigon da Castagnole. Pure in Castagnole erano insediati i Bianchin con il soprannome Simonétto: “Adì 19 Febbraio 1873. Bianchin detto Simonetto Angelo del fu Angelo e di Zanatta Rosa, nato e battezzato addì 27 agosto 1848 e sempre domiciliato in Castagnole, villico, celibe, si unì in santo matrimonio con Franceschi detta Biotto Caterina di Giuseppe e Roncato Caterina, nata in Lancenigo addì 26 maggio 1846 dove dimorò sino all’età di anni 10 poi passata per anni 3 in Spercenigo e da ultimo domiciliata in Paese dove attualmente dimora, villica, nubile”. A Paese, i Bianchin detti Simonéto, alla fine dell’Ottocento risiedevano in una casa di Via Mazzini, strada che dalla Regionale Castellana conduce a Villa La Quiete, attuale sede municipale. Era questa l’abitazione degli avi del più noto dei Bianchin di epoca recente, Giuseppe, meglio conosciuto come Bepi Simonéto. Un’altra famiglia, pure derivante dallo stesso ceppo, era insediata nella borgata di Sovernigo, in Via XXIV Maggio, tra i Piovesan (“Zelòte”) e i Vendramin (“Giacomèl”). Il soprannome “Simonéto” appare per la prima volta nel 1831, attribuito ad Antonio figlio di Domenico Simonetto detto Bianchin e di Maddalena Durigon, nato in Castagnole il 16 Ottobre 1831. In questo caso la formula è invertita. L’estensore probabilmente intendeva dire Bianchin detto Simonetto, si tratterebbe dunque di un errore d’interpretazione. Il soprannome Simonetto potrebbe derivare dal cognome Simonetti, famiglia agiata esistente in Padernello nel XVIII secolo, con la quale i Bianchin potrebbero essersi imparentati attraverso un matrimonio o essere stati in qualche modo dipendenti. Il 7 Novembre 1797 nasceva in Padernello “Niccola figlio del Signor Antonio Simonetti fu Niccola e di Paola Bellon di Girolamo.bianchin02 Fu tenuto al Sacro Fonte dal Signor Giovanni Alberton di Pietro, di Rossano”. I coniugi Simonetti si erano uniti in matrimonio nella chiesa di S. Lorenzo di Padernello il 15 Gennaio 1794. Testimone lo stesso “Giovanni Alberton, di Bassano”. Un’altra flebile ipotesi farebbe derivare il nomignolo da un antenato di nome Simone, ma in questa ricerca non se ne è trovato traccia. I Bianchin erano presenti in Paese fin dal XVII secolo, come si deduce da alcuni documenti: “Adì 20 Agosto 1662. Antonio Anzolo di Bastian Bianchin et di Oliva sua consorte, fù battizzato da me P. Soane curato, comare (ostetrica) Mattia dei Marchi”. Il 30 novembre 1741 si univano in matrimonio “Pietro Bianchin di Paolo, oriondo da Merlengo, che abitò in Maser… e Cattarina figlia di Antonio De Lazzari”. Dalla ricostruzione composta attraverso i registri anagrafici, appare chiaro che i Bianchin-Simoneto di Paese - siano essi della borgata di Sovernigo o di Villa - discendono da un unico ceppo. Emerge comunque che da Paese si diramarono a Castagnole, quindi a Merlengo per poi ritornare nuovamente a Paese e a Castagnole. Era il frequente girovagare delle famiglie rurali, le quali si spostavano dove era loro offerta della terra da lavorare…

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