presentazionelibro

Il selvaggio del Lagorai

“Sono un selvaggio. L’ho sempre saputo. Fin da ragazzo amavo più la compagnia della natura che quella umana. Scrutavo ogni cosa, conoscevo ogni pianta, ogni segno di vita era per me oggetto d’interesse. Mi piaceva da morire la campagna: era la mia vera casa. E intanto puntavo lo sguardo sul profilo delle montagne che esercitavano su di me un’irresistibile attrazione, ma che a quel tempo non potevo raggiungere. Molto dopo arrivò quel magico momento e da allora le montagne sono diventate parte della mia vita.”

Inizia così questo libro di memorie ed esperienze, che parla di natura, di ambiente da vivere e da rispettare perché noi ne siamo parte e la natura è un dono da conservare.
Nel suo raccontare, il libro alterna realtà e fantasia, sogni e visioni, non trascurando di descrivere dettagliatamente alcune escursioni dolomitiche e viaggi en plein-air. Ogni sagoma rocciosa, ogni anfratto, ogni fiore, ogni passo, ogni incontro fantastico (con il cervo Pascolino, il fiume Chiacchierino, l’orso Miele, la marmotta Timidina, l’albero Frondoso, Path l’ominide) ricorda a Nick il suo passato, proiettando riflessioni che tendono a migliorare il futuro e la vivibilità sul suo trascurato pianeta.

Il nuovo libro di Mariano Berti sarà disponibile in libreria o in formato e-book sullo store digitale di Amazon e Google Play

Mattiazzi ("Paesani")

mattiazzipaeQuesta famiglia, che è approdata in Postioma, frazione di Paese (Treviso-Italy), intorno alla metà del XVIII secolo, trova le sue origini nel capoluogo comunale (cfr. Fam. Mattiazzi-“Dordi”). In principio c’era Giacomo (1608-94), nato a Torreselle (PD) e morto a Paese alla longeva età - considerati i tempi - di 86 anni. Fu il capostipite di una lunga e diramata progenie: un “popolo” di Mattiazzi che continua tuttora ad espandersi. Giacomo era sopravvissuto alla peste che aveva imperversato nel territorio. “Adì 8 ottobre 1631. Morta per infermità di Pesti Orsola da Primiero moglie di Antonio Severin di anni 28 in circa fù sepolta nel Prà dell’oratorio a Sovernigo”, è una drammatica testimonianza del tempo che emerge negli archivi della parrocchia di Paese. E c’erano ancora lupi affamati che scorazzavano liberi per la campagna: “1630 li 27 Marzo. Maria figliuola di Gio.Maria di Lazari fu mangiata dal lupo et le sue reliquie avanzate furono sepolte senza la testa. Aveva l’età di anni 13 in circa”. E ancora: “Adì 27 Agosto 1631. Mattio figliuolo di Geronimo di Lazari fu amazatto dal luppo mentre era a mangiar uva”. Discendente diretto di Giacomo era Giovanni Pietro (1665-1739), marito di Antonia (1674-1703), andata all’altro mondo a soli 28 anni. Non è noto il suo cognome perché a quei tempi le donne potevano vantare ben pochi diritti. Fatto è che Pietro, anni dopo, si risposò con Maria dalla quale ebbe altri cinque figli. A mettere piede in Postioma furono tre pronipoti del capostipite: Valentino (1729), figlio di Francesco e Maddalena, seguito dai cugini Liberal (1726) e Angelo (1732), figli di Giacomo (1695-1782) detto “Paisan” e Angela De Stievani. Figlia di Giacomo era anche Costantina, moglie del postiomese Giovanni Favian e mamma di Angelo (1765). Giacomo padre era colui che portava il nome del nonno da Torreselle, morto nel 1694. Era infatti nato l’anno dopo, ne dà testimonianza l’archivio parrocchiale di Postioma: “Adì 29 ottobre 1782. Giacomo Mattiazzi detto Paesan morì iersera in età d’anni 88 di decrepitezza con male che non permise di somministragli che l’olio santo… È stato sepolto in questo cimiterio…”. Così fu invece riportata la nascita del figlio Valentino nel registro dei battezzati custodito nell’archivio parrocchiale di Paese: “Adì 28 Luglio 1729. Valentino figlio di Francesco Mattiazzi, di Gio.Pietro, et di Maddalena sua legitima Consorte nacque questa notte alle hore quattro in circa et fù battezzato da me D. Gasparo Crosato Cappellano Curato. Padrino Domenico Condotta di Francesco, ambi da Villa di Villa”. Valentino si sposò con Antonia, che gli diede Pietro (1751), Giovanni Maria (1752), Antonio (1753), e Maddalena (1755), tutti nati in Postioma. Contemporaneamente venivano al mondo anche i figli di Liberal e Domenica Brutocao: Pietro (1750), che è il primo nato in Postioma della gran prosapia Mattiazzi, quindi Maria Maddalena (1752), Domenico (1753) che sposerà Angela Bianchin da Merlengo, e Cattarina (1755). Pure Angelo e Maria Breda da Castagnole furono genitori di una nutrita prole: Antonio (1755), Pietro (1762), Gio.Pietro (1765), Cattarina (1767), Gio.Pietro (1769), Catterina (1771), Valentino (1774), Angela (1776), Catterina (1779). Come si può intuire dal ripetersi dei nomi, un notevole contributo in vite umane fu pagato alla diffusa mortalità infantile. Antonio, figlio di Domenico figlio di Liberal Mattiazzi, saliva all’altare il 25 gennaio 1796 con Lucia figlia di Domenico di Adamo Gastaldo. Brutocao e Breda erano famiglie ben radicate nel capoluogo comunale, con qualche diramazione anche nelle frazioni. Gli ultimi Breda emigrarono tutti nell'Agro Pontino durante il regime fascista. La prime persone dei Mattiazzi ad essere registrate tra la plebe di Postioma furono due donne andate spose a due postiomesi: “Die 5 Maii 1749. Giovanni figlio di Domenico Fioriani e Catterina figlia di Giacomo Mattiazzi, oriunda da Paese, si sono congiunti in matrimonio…”; “Adì 10 febbraio 1752. Giovanni Battista figlio di Osvaldo Degli Amadii et Giustina figlia di Francesco Mattiazzi oriunda da Paese…”. Domenico e Angela Bianchin furono genitori di otto discendenti. Primogenito era Antonio (1773), seguito da Valentino (1774), da Giambatta (1775) che si congiungerà a Pasqua figlia di Santo Amadio il 17 novembre 1798, da Cattarina (1777) e da un’omonima del 1778, quindi da Olivo (1778) che convolerà a nozze con Angela Gasparin l’11 febbraio 1797, da Angelina (1780), da Giacomo (1784) che sposerà Bernardina Callegari, e da Domenica (1786). Così fu registrata a Postioma la nascita di quest’ultima: “3 Marzo 1786. Domenica figlia di Domenico di Liberal Mattiazzi et di Angela del fu Battista Bianchin di Merlengo… Padrino Antonio del fu Domenico Biondo. Levatrice Giovanna Zanatta”. E così Il primogenito Antonio: “26 Agosto 1773. Antonio figlio di Domenico di Liberale Mattiazzi detto Paesan e di Angela di G.B. Bianchin detto Manchio di Merlengo s.l.c., nato verso la passata aurora è stato battezzato dal Sig. Don Liberal Condotta Cappellano de licentia. Padrino Girolamo del fu Angelo Badesso di questa Pieve”. Pure i Badesso erano una grossa compagine di Postioma e di Castagnole…

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