presentazionelibro

Il selvaggio del Lagorai

“Sono un selvaggio. L’ho sempre saputo. Fin da ragazzo amavo più la compagnia della natura che quella umana. Scrutavo ogni cosa, conoscevo ogni pianta, ogni segno di vita era per me oggetto d’interesse. Mi piaceva da morire la campagna: era la mia vera casa. E intanto puntavo lo sguardo sul profilo delle montagne che esercitavano su di me un’irresistibile attrazione, ma che a quel tempo non potevo raggiungere. Molto dopo arrivò quel magico momento e da allora le montagne sono diventate parte della mia vita.”

Inizia così questo libro di memorie ed esperienze, che parla di natura, di ambiente da vivere e da rispettare perché noi ne siamo parte e la natura è un dono da conservare.
Nel suo raccontare, il libro alterna realtà e fantasia, sogni e visioni, non trascurando di descrivere dettagliatamente alcune escursioni dolomitiche e viaggi en plein-air. Ogni sagoma rocciosa, ogni anfratto, ogni fiore, ogni passo, ogni incontro fantastico (con il cervo Pascolino, il fiume Chiacchierino, l’orso Miele, la marmotta Timidina, l’albero Frondoso, Path l’ominide) ricorda a Nick il suo passato, proiettando riflessioni che tendono a migliorare il futuro e la vivibilità sul suo trascurato pianeta.

Il nuovo libro di Mariano Berti sarà disponibile in libreria o in formato e-book sullo store digitale di Amazon e Google Play

Miglioranza (“Pittèri”)

pitteri01Miglioranza, con Migliora, Migliori e Migliorini potrebbe derivare da una modificazione del vocabolo Meliore, un cognome che risale all’XI secolo, in cui un certo Dominico è nominato in una “Cartula venditionis” del 1086 (cfr. “cognomiitaliani.org”). Prendendo in parola l’attestazione, è sconcertante constatare come nella famiglia Miglioranza di Paese (Treviso-Italy), il nome Domenico abbia scandito il susseguirsi delle generazioni e sia tuttora presente a distanza di secoli. Con un balzo nel tempo si arriva alla prima metà del Settecento: “7 Settembre 1744. Santa Ambrosia figlia di Domenico Mejoranza e di Prudenza jugali, nata questa mattina a ore 16 ca. fu battezzata da me P. Angelpriamo Feltrini pievano. Padrino Andrea di Francesco Visentin, tutti parrocchiani”. Questo e quello che segue, sono fra i più antichi atti rinvenuti in Castagnole attestanti l’esistenza di più famiglie Miglioranza già in tempi remoti: “29 Settembre 1744. Santa figlia di Agnolo Mejoranza e di Maria, jugali, nata jeri a ore 12 ca. oggi fu battezzata dal suddetto cappellano P. Antonio Puppini de licentia. Fu padrino Anzolo Mattiazzo figlio di Paolo della Pieve di Quinto. Pievano io P. Angelpriamo Feltrini”. Questa bimba morì quasi subito dopo il parto, come registrò il sacerdote apponendo una croce a fianco dell’atto di battesimo. Se ne deduce che i genitori delle bimbe erano dell’inizio del Settecento. Più avanti un nuovo atto ci immerge appieno nella genealogia di questo longevo casato: “20 Febraro 1797. Antonio figlio di Andrea Meggioranza nativo et habitante in questa cura, ha contratto matrimonio con Giustina di Vettor Bertei mia parrocchiana, secondo il rito della Santa Chiesa Apostolica Romana, e del Sacro Concilio di Trento e delle Costituzioni Sinodali…”. Andrea era fratello o cugino di Giacomo suo contemporaneo, il quale generò Angelo che si sposò con Teresa Simioni, e Giovanni che si unì a Pasqua Giuriato, dai quali nacque Domenica (1793). Tutto fa pensare che il padre di Andrea e di Giacomo fosse proprio il Domenico di cui sopra, padre di Santa Ambrosia. Un altro filone dei Miglioranza di Castagnole, conduce a Francesco: “2 Giugno 1779. Francesco Majoranza di Stefano oriondo di Paese, ora mio parrocchiano, ha contratto matrimonio con Oliva figlia di Gio. Gajato (Giuriato?) mia parrocchiana… alla presenza di Lorenzo Galliazzo campanaro e di Gasparo Pontello mio servo, testimoni, con l’assistenza di me don Angelpriamo Feltrini parroco di Castagnole”. Da notare che il sacerdote fu parroco anche a Paese. “22 aprile 1796. Giacomo figlio di Domenico Mejoranza oriondo da Padernello ed abitante in questa parrocchia ha contratto matrimonio con Maria figlia di Giacinto Visentin, mia parrocchiana… testimoni presenti Giobatta di Liberal Rossetto e Angelo Bianchin”. Dagli atti che precedono emerge che i Miglioranza erano presenti in tutto il territorio del Comune di Paese. In Castagnole erano sicuramente la famiglia più numerosa. Nell’era contemporanea - prima metà dell’Ottocento - divenuti più eruditi gli scrivani, Mejoranza, come Meggioranza e Majoranza, furono definitivamente convertiti in Miglioranza. Tuttavia, talvolta si scriveva così già nel Settecento, ne è un esempio l’atto che segue, redatto in Castagnole: “5 Maggio 1793. Domenica figlia di Giovanni di Jacopo Miglioranza e di Pasqua Giuriato, nata oggi ad ore 16 circa, fu battezzata di mio consenso dal R.mo Don Antonio Barbante parroco di Falzè di Campagna. Matrina fu Chiara Severina Giovanna...”. Il significato del cognome appare incerto. Miglioranza potrebbe verosibilmente trarre spunto da maggioranza. Una delle più accreditate derivazioni potrebbe però essere quella da majo (maglio), infatti a Padernello ci sono tuttora i Miglioranza-“Majèri”, che un tempo - inizio del XX secolo - gestivano un’officina fabbrile e annessa mola da molino con maglio azionato dall’acqua di un ramo del canale Brentella (cfr. vol. I), ma questo mestiere potrebbe essere stata loro prerogativa in epoca più remota. Riguardo ai nomi, oltre agli Andrea e ai Domenico, c’erano gli Antonio e i Giovanni, ma in netto vantaggio erano gli Angelo. “Pitter” (o “Pitèr”): il pitteri02soprannome fu registrato per la prima volta alla fine del Settecento pochi mesi prima che Venezia fosse ceduta agli austriaci da Napoleone nel trattato di Campoformido. Si desume dall’atto di nascita che segue, tratto dall’archivio parrocchiale di Castagnole: “18 Gennaro 1797. Giovanni figlio di Osgualdo, e Anna Pitteri (Filippi, n.d.a.) jugali, nato oggi alle ore 9 circa ed oggi tenuto al Sacro Fonte da Domenico di Mauro Renosto, miei parrocchiani, fu battizzato da me Don Domenico Trevisi Cappellano”. È questa l’unica testimonianza in cui il soprannome Pitteri emerge come cognome, giacchè i fratelli di Giovanni, Andrea (1792 e 1794) e Antonia (1793), furono registrati come figli di Osgualdo e Anna Filippi. Di fatto, dopo quel primo atto, si iniziò a registrare il soprannome Pitter accanto al cognome Miglioranza nei nuovi nati, figli delle varie coppie di sposi discendenti da Osvaldo. Pitter trova quindi la sua chiave di volta in un legame tra il casato della moglie di Osvaldo, Anna Filippi e una famiglia Pitteri.

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